La chiesa di San Giovanni di Sinis ha un fascino davvero irresistibile: un gioiello storico-architettonico che lascia a bocca aperta.
La Sardegna (come già visto in tanti precedenti articoli) ha un inestimabile patrimonio artistico legato alle chiese romaniche, che rendono un tour per questi luoghi religiosi, ma anche di interesse artistico-architettonico, davvero molto ricco; eppure, nell’isola si trovano anche tracce di uno stile molto più antico.
L’esempio più lampante è rappresentato dalla Chiesa di San Giovanni di Sinis, situata in un borgo che porta i visitatori direttamente nel passato: case di legno e giunco rendono questa nota località balneare, un tempo borgo di pescatori, davvero meravigliosa.
Senza dubbio, i movimenti turistici sono maggiormente legati all’estate, eppure il fascino di San Giovanni di Sinis (situato nella parte meridionale della penisola del Sinis), anche grazie alla sua chiesa, resta invariato anche nelle altre stagioni. L’edificio sorge vicino ai resti dell’antica Tharros ed è un vero e proprio gioiello storico-architettonico: ecco le sue caratteristiche, assolutamente da visitare.
Costruita in un’area cimiteriale in origine pagana, e successivamente cristiana, la Chiesa di San Giovanni di Sinis è uno dei più lampanti esempi di arte paleocristiana in Sardegna. Edificata durante il periodo bizantino (metà VI secolo) ha subìto qualche secolo più tardi diverse modifiche, che di fatto l’hanno poi portata ad essere la chiesa che conosciamo oggi: dopo l’ampliamento longitudinale (effettuato a cavallo tra il IX e il X secolo) la Chiesa di San Giovanni di Sinis è rimasta quella che possiamo ammirare anche ora.
Proprio per questo, è di fatto una delle chiese più antiche di tutta la Sardegna: la sua struttura include un’aula di forma rettangolare, divisa in tre navate coperte da volte a botte; nella navata centrale, in corrispondenza anche dell’unica abside (a est) presente, anche una piccola cupola. Ad aggiungere ancor più fascino alla chiesa il materiale con cui è stata costruita: i blocchi in spoglio di arenaria rievocano infatti quelle che erano le mura di Tharros.
Durante vari lavori di restauro è stata identificata la presenza di un edificio preesistente, con abside orientata ad est; data la zona funeraria, anche al di sotto del piano pavimentale della chiesa sono presenti diverse sepolture, tra cui sarcofagi. Di fatto, l’ipotesi vuole che questi resti identificati possano appartenere ad una basilica funeraria paleocristiana preesistente.
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