L’antica chiesa di San Saturnino, che si trova in una zona di Cagliari, è collegata alla tragica storia del suo martire: la sua struttura, così come è conservata, è particolare.
La Sardegna è una delle regioni più belle d’Italia: è circondata da paesaggi magnifici e tutte le città, dalle più piccole alle più grandi, nascondono la storia del posto. Ogni luogo presenta, infatti, delle caratteristiche tipiche, legate al passato e alle tradizioni dei suoi abitanti. I luoghi di culto, come le chiese, sono sicuramente quelli in cui i tratti antichi sono più evidenti e dove è possibile farsi incantare dalla cura delle costruzioni.
Sono tante le basiliche da visitare in Sardegna, ogni città ne possiede diverse e tutte hanno qualcosa da raccontare. In particolare a Cagliari è stata realizzata moltissimi anni fa una chiesa che ad oggi è considerata la più antica della città ed è anche una delle più significative del Mediterraneo. Questo ‘monumento’, rovinato nel corso del tempo, racchiude e presenta tra i suoi spazi e nelle sue pareti la tragica storia del suo martire, Saturnino.
La Chiesa di San Saturnino si trova in Sardegna, precisamente a Cagliari, nel quartiere di Villanova, in piazza San Cosimo. Questa struttura rappresenta uno dei più antichi e importanti complessi paleocristiani della regione. Era stata probabilmente innalzata sul luogo dove, secondo la tradizione, si trovava il sepolcro del giovane cagliaritano Saturno o Saturnino, decapitato nel 304 d.c per non aver rinnegato la fede cristiana.
Questa basilica oggi è intitolata anche ai santi Cosma e Damiano, anche loro martiri, durante l’impero di Diocleziano. Nel corso degli anni è stata più volte chiusa e poi riaperta, dato che ha subìto intensi lavori di restauro. Quello che attualmente è visibile è il frutto di numerose modifiche e ristrutturazioni. Inoltre, ha dovuto affrontare i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e per questo è stata particolarmente danneggiata.
Oggi, comunque, è possibile osservare soltanto una parte della basilica, che si estende su una pianta a croce greca. Si trova all’interno di un’area chiusa, in cui vi sono numerose tombe paleocristiane, sparse intorno. La cupola è rimasta intatta, mentre alcune zone della struttura hanno perso forza. Sulla facciata si nota una divisione a specchi ed andando oltre si accede al piano per poter entrare nella chiesa, dove nella parte orientale vi è una navata centrale, con al centro un crocifisso.
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