Chi ha in programma di passare l’estate in Sardegna nn dovrà dimenticare di provare alcuni piatti tipici, quel momento sarà così ancora più speciale.
Ora che la primavera è ormai iniziata la voglia di vacanza è ancora più forte, specialmente in chi sta vivendo una fase particolarmente stressante della propria vita e sente il bisogno di staccare per una spina almeno per qualche giorno. Chi ha questa esigenza in genere tende a preferire il mare, amando l’idea di poter riposare in spiaggia senza troppi pensieri, difficile trovare in questo caso qualcosa di meglio della Sardegna, su questo sembrano esserci davvero pochi dubbi.

Chi desidera davvero distendere i nervi dovrebbe cercare con ogni probabilità i periodi che in genere vedono la maggiore presenza di turisti sull’isola, quali luglio e agosto, che sono anche quelli in cui spesso le temperature sono difficili da sopportare, ma non ci sarà certamente modo di fare ritorno a casa delusi. Se si vuole che il proprio soggiorno sia davvero indimenticabile non si può prescindere dal provare i piatti tipici del posto, in grado di inebriare il palato.
Cosa mangiare assolutamente in Sardegna in vacanza
La scelta del posto in cui trascorrere le vacanze viene in genere fatta con particolare cura, cercando di unire nella maggior parte dei casi due esigenze, il posto che si desidera vedere e il budget a disposizione. Tantissime persone che amano il mare considerano quello della Sardegna il migliore in assoluto nel nostro Paese, pensiero condiviso anche da tanti stranieri che fanno il possibile per riversarsi sull’isola ogni anno, ma se davvero si vuole vivere appieno l’atmosfera tipica si dovrebbe cercare di provare in prima persona la loro cucina.

I sardi possono vantare diversi piatti tipici ricchi di sapore, in molti dei quali c’è il formaggio tipico, il pecorino, ma anche chi non gradisce troppo i formaggi troverà comunque qualcosa che potrà apprezzare senza grossi problemi.
Ad Alghero, ad esempio, non può mancare l’aragosta alla catalana, ricetta imprescindibile da chi ama il pesce per la possibilità di gustare uno dei crostacei più prelibati condito con un filo d’olio extravergine e limone.
In Gallura in tanti restano invece estasiati dalla zuppa gallurese, che è certamente particolare e può essere gustosa anche per chi solitamente evita le zuppe. Non è infatti una vera e propria zuppa, si tratta di qualcosa che veniva in genere preparato dai contadini per valorizzare alcuni prodotti un tempo considerati di scarto ed è piuttosto simile a una lasagna.
Questa è composta da due strati di pane raffermo, con brodo caldo di carne di pecora o di agnello, oltre a formaggio grattugiato o in scaglie, chiamato casgiu spiattatu, e pecorino grattugiato sopra. Non si possono poi perdere nemmeno i culurgiones, pasta ripiena di patate, pecorino e menta, sigillata a mano con una chiusura a spiga.
Chi invece preferisce il pesce non riuscirà a resistere alla fregola ai frutti di mare, una sorta di cous cous sardo, che ha tra gli ingredienti, gamberi, cozze, vongole e calamari. La fregula non è altro che un tipo di pasta locale ottenuta lavorando a lungo la semola di grano duro in acqua tiepida, fino a ottenere una serie di palline che devono essere fatte asciugare, per poi concludere il tutto con la tostatura in forno.

Ch ama i sapori e si recherà nel Logudoro può provare le panadas, tortini di pasta ripieni di carne di maiale, agnello o persino anguilla.
Non si può poi ovviamente lasciare la Sardegna senza avere degustato il porcetto arrosto, o porcheddu arrustu: questo non è altro che il maialino da latte, cotto lentamente allo spiedo, insaporito con mirto e rosmarino, fino a ottenere una pelle croccante e una carne succosa, considerato la ricetta per eccellenza delle feste.