Chi ha in programma una vacanza in Sardegna potrà avere modo di vedere in prima persona qualcosa che mancava da anni sull’isola.
L’estate è ormai vicinissima, per questo c’è chi già ha iniziato a pensare a cosa vorrà fare in quel periodo, consapevole di come sia importante staccare la spina almeno per qualche giorno e ricaricare le pile. In un ambito come questo ognuno può avere i suoi gusti, ma sono tantissimi gli italiani che amano il mare, apprezzando il momento in cui possono abbronzarsi e stare a riposare in spiaggia.

Le località tra cui scegliere nel nostro Paese non mancano in cima alle preferenze di molti c’è però anche quest’anno la Sardegna, per tanti considerata davvero il meglio che può offrire la nostra Penisola. I costi che sono previsti, a dire la verità, non sono sempre così sostenibili per molti, ma se si fa una ricerca ragionata non è così impossibile trovare punti dell’isola che siano belli da vedere e che possono essere alla portata di tutti.
Chi arriverà a breve sull’isola potrà certamente ammirare posti che ci invidiano anche all’estero, ma soprattutto qualcosa che mancava sul territorio da decenni, che permetterà di lustrarsi gli occhi quando lo si troverà davanti.
Ora puoi trovarlo in Sardegna: mancava da tantissimo tempo
Ma cosa dovranno aspettarsi di così insolito le persone che hanno scelto di trascorrere le vacanze estive in Sardegna o chi vive sul posto? Si tratta di un animale davvero particolare, che aveva fatto perdere le sue tracce da ben 50 anni, ma che da poco ha fatto ritorno in diverse zone dell’isola. Il riferimento è al falco pescatore, che era del tutto scomparso dall’isola di Tavolara, che aveva ritenuto fosse il suo habitat naturale, per questo era facile intravedere in ogni periodo dell’anno o quasi.

Ad averlo notato da vicino negli ultimi giorni è stato il personale dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, che ha eseguito un’operazione di monitoraggio sul territorio, come è solito fare spesso, riuscendo a fare questa scoperta, che li ha inizialmente colti di sorpresa perché del tutto inaspettata visto il lungo periodo di assenza dell’animale in zona.
La perlustrazione ha portato ha individuare due coppie, che avevano già fatto il nido in quel punto della Sardegna, dimostrando di avere trovato condizioni che hanno ritenuto accoglienti per la continuazione della loro specie. Le zone da loro prescelte sono state la Zona A della riserva e quella nei pressi della base militare di Punta Timone.
Non si tratta di una scelta casuale, come sanno bene gli esperti: qui, infatti, gli umani si trovano raramente a causa della protezione che viene fatta dagli zoologi in prima persona, per questo i piccoli che nascono possono crescere in grande tranquillità.
Questa non è però l’unica area della regione in cui è stato possibile scorgere il falco pescatore da vicino. Altri esemplari sono stati individuati nel Parco Naturale Regionale di Porto Conte e nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana.
Determinante per arrivare a questo risultato è stato il contributo dato dall’Assessorato Regionale Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna, che ha supportato il “progetto partito dal Parco della Maremma, in collaborazione con il Parco Regionale della Corsica, con l’intento di diffondere nuovamente la specie nelle aree di nidificazione storiche” – si legge nella nota ufficiale emessa dalla Regione.